Alla Amatrice-Configno 37esima edizione bagnata – Luigi M. D’Auria

“Il keniano Wilson Too batte la concorrenza ed un opaco Kemboi. Nella gara femminile l’Italia batte l’Africa”

D Aurias

D Aurias

Amatrice (Rieti) – Il numero trentasette, almeno dal punto di vista climatico, non ha portato bene alla Amatrice-Configno. Un inatteso temporale si è infatti abbattuto sulla città dell’Amatrice poco prima della partenza della corsa, e ha accompagnato i circa settecento podisti presenti, professionisti e amatori, fino al borgo montano di Configno, che da trentasette anni sale sul palco del grande podismo per uno spettacolo di assoluto livello.
Prima di parlare della gara, mi sembra doverose ricordare la storia di questa corsa podistica internazionale che nel tempo ha accolto 18500 podisti di tutti e cinque i continenti. Nata quarant’anni fa come corsa campestre di borgata, appendice della festa patronale di Configno organizzato dall’Associazione Configno, un gruppo di pazzi ( nel senso buono del termine) presieduto da Luigi Salvi che nel 1978 si propone di organizzare una corsa di rilievo. L’associazione contattò così Bruno D’Alessio che, pur non avendo mai avuto contatti diretti con l’atletica, era considerato una persona che “ne sapeva di sport”, essendo stato calciatore nella primavera della Lazio, oltre che in terza e in quarta serie.
Nacque così una delle gare più importanti di tutto il panorama atletica italiano, che è riuscita a portare in un comune di 2500 abitanti Amatrice) e in una piccola borgata (Configno) atleti del calibro di Paul Tergat, Gabriella Dorio, Maria Curatolo, Serghei Lebid ed Ezequiel Kemboi, solo per citarne alcuni. Una gara che ancora oggi regala grandi emozioni a tutti gli appassionati di podismo e in generale a tutti gli sportivi, italiani e stranieri.
Veniamo ora alla gara vera e propria che, nonostante la pioggia battente è stata spettacolare e piena di sorprese. Infatti, nella gara maschile ha deluso il bi campione olimpico delle siepi Kemboi, vincitore due volte a Configno, che ha patito il freddo e non è riuscito ad andare oltre una deludente diciassettesima posizione. La vittoria è comunque andata ad un atleta keniano, visto che il vincitore è stato Wilson Too, che ha preceduto l’ugandese Kiprop e i connazionali Rono e Kibor. Nonostante le condizioni climatiche avverse il keniano ha comunque coperto gli 8,5 chilometri del percorso in 23’50, staccando Kiprop di ben 46 secondi, distacco record per la corsa amatriciana. Impossibile non ricordare che l’Africa ha piazzato ben nove atleti nei primi dieci (5 keniani, 3 ugandesi e un burundese), mentre l’ucraino Matvivichuck è stato l’unico europei che si è difeso, mentre l’Italia, viste le delusioni De Nard e Calcaterra non ha potuto competere con gli atleti degli altopiani.
Discorso diverso in campo femminile, dove la vincitrice è stata la portacolori dell’Esercito Elena Romagnolo, che ha preceduto la compagna di squadra Dal Rí e le keniane Kiprop e Chebet. Inatteso quanto bello il successo delle nostre portacolori, più brave delle atlete africane ad interpretare il difficile percorso della Amatrice-Configno.
Andata in archivio la trentasettesima edizione, non ci resta che augurare agli organizzatori di continuare così, per regalare a tutti noi emozioni che solo l’atletica, e in particolare gare come questa, sanno dare. Luigi M. D’Auria

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *